IL SINDACATO CASA DI TUTTI

Da qualche giorno ho l’onore di dirigere il Sindacato Avvocati di Bari, essendo subentrato al collega Nicola Bonasia, al quale vanno i miei ringraziamenti per l’egregio lavoro svolto nell’anno e mezzo di suo mandato. All’amico Nicola Bonasia va, altresì, rivolto un sentito ringraziamento anche per aver accettato, un anno e mezzo fa, la pesantissima eredità lasciata dall’allora Segretario Gigi Pansini, eletto a sua volta Segretario Generale dell’Associazione Nazionale Forense, a cui il Sindacato di Bari è aderente. Molti sono i pensieri che affollano la mia mente dal giorno in cui mi sono insediato e tanti, tantissimi sono i buoni propositi che animano questo mio inizio di mandato ma, a caldo, mi viene una frase ed un intento che voglio condividere con tutti voi, ovvero un Sindacato “casa di tutti”. In questi anni il Sindacato di Bari si è battuto come non mai contro la Legge Professionale, le sue brutture, le sue storture ed altrettanto importanti sono stai i risultati raggiunti in campo giudiziario, lottando per la democrazia negli Ordini, per la possibilità per i più giovani di diventare cassazionisti, per la libera formazione, per la specializzazione seria e senza scopo di lucro in danno degli avvocati più deboli, per la illegittimità del Consiglio Nazionale Forense e contro le sue iniziative relative al “Dubbio” ed ai “gettoni” di presenza. Ma oltre tutto questo, il Sindacato vuole essere ancora più vicino all’avvocatura barese e della provincia, diventando il costante punto di riferimento per i problemi che quotidianamente si presentano e che molto spesso rendono la nostra professione un calvario ed una corsa ad ostacoli. Un Sindacato casa di tutti che cercherà, appunto, di essere ancora più attento ai problemi del locale ed alle sfide che ci aspettano nell’immediato futuro, battendosi, con ancora più forza, nel campo dell’edilizia giudiziaria, per la realizzazione in tempi certi e rapidi, del polo unico della giustizia, senza farsi travolgere dalle questioni, meglio beghe politiche, che non interessano a chi ogni giorno opera nella giustizia in luoghi fatiscenti ed in alcuni casi vergognosi ed indegni. Un Sindacato casa di tutti che, pertanto, sarà attento alle esigenze di tutti i colleghi che operano quotidianamente nella Giustizia, che cercherà di farli sentire meno soli allorquando si presenteranno i problemi soliti, ricorrenti, comuni che soprattutto in questi ultimi anni hanno vessato gli avvocati anche e soprattutto a causa di un legislatore miope e sordo ai problemi dell’avvocatura ed di un CNF lontano ed insensibile verso le esigenze di una categoria che mai come in questi anni, difronte ad una spaventosa crisi economica, avrebbe dovuto maggiormente tutelare senza arroccarsi a difesa di interessi di pochi e forse dei più potenti. 

                             Vincenzo Bonifacio

INPS

L’ISTANZA DI RATEIZZAZIONE DELLA CARTELLA ESATTORIALE NON E’ RICONOSCIMENTO DEL DEBITO

 

Corte di Cassazione sent. num. 3347/2017

 

La rateizzazione chiesta dal contribuente sugli importi portati in una cartella di pagamento non costituisce acquiescenza al contenuto della stessa,  restando inalterata la possibilità del contribuente di contestare in giudizio la pretesa.

 

E’ questo, in sostanza, il principio enunciato dalla Corte di Cassazione con la sentenza numero 3347 dell’08.02.17.

 

La questione verteva intorno all’impugnazione di una cartella esattoriale, per tardività della notifica della stessa,  emessa a seguito di un credito dell’Agenzia delle Entrate per la liquidazione effettuata ai sensi dell’art. 36 bis D.P.R. 600/73, nonché dell’art. 54 bis D.P.R. 633/72 per l’anno d’imposta 2005.

 

In particolare nel ricorso incidentale condizionato presentato innanzi alla Suprema Corte, Equitalia eccepiva la nullità della sentenza per mancata pronuncia sull’eccezione pregiudiziale di acquiescenza, per aver il contribuente chiesto ed ottenuto, prima della promozione del ricorso, senza alcuna riserva, la rateizzazione degli importi portati nella cartella.

 

La Corte respinge il ricorso incidentale condizionato proposto dall’Agente della riscossione, facendo proprio il principio già enunciato dalla sez. 1 sentenza numero 2463 del 19.06.1975, secondo cui “costituisce principio generale del diritto tributario che non si possa attribuire al puro e semplice riconoscimento, implicito o esplicito, fatto dal contribuente di essere tenuto al pagamento di un tributo contenuto in atti della procedura di accertamento e riscossione (denunce, adesioni, pagamenti, domande di rateizzazione, o altri benefici), l’effetto di precludere ogni contestazione in ordine all’an debeatur, salvo che non siano scaduti i termini  di impugnazione e non possa considerarsi estinto il rapporto tributario …. ”.

 

Il contribuente  può rinunziare al diritto di contestare la pretesa del fisco, ma perché tale forma abbia rilievo, è necessario il concorso di due requisiti e cioè : 1) che la controversia tra contribuente e fisco sia già nata e risulti chiaramente nei suoi termini di diritto o, almeno, sia determinabile oggettivamente in base agli atti del procedimento; 2) che la rinuncia del contribuente sia manifestata con una dichiarazione espressa o con un comportamento sintomatico particolare, purché entrambi assolutamente in equivoci.

 

Pertanto, alla luce di tale sentenza, la sottoscrizione del piano di rateizzazione ha l’unico effetto di impegnare il richiedente al pagamento dell’imposta secondo quanto stabilito dallo stesso (in tal senso CTR Sicilia 652/16).

D'altronde il contribuente può scegliere di rateizzare, al sol fine  di evitare procedure cautelari da parte dell’Agente della riscossione come ad esempio nel caso del fermo amministrativo

 

 

 

 

 

Direzione Centrale Pensioni

Roma, 16/03/2017

Circolare n. 60

Ai Dirigenti centrali e periferici

Ai Responsabili delle Agenzie

Ai Coordinatori generali, centrali e

periferici dei Rami professionali

Al Coordinatore generale Medico legale e

Dirigenti Medici

e, per conoscenza,

Al Presidente

Al Presidente e ai Componenti del Consiglio di

Indirizzo e Vigilanza

Al Presidente e ai Componenti del Collegio dei

Sindaci

Al Magistrato della Corte dei Conti delegato

all'esercizio del controllo

Ai Presidenti dei Comitati amministratori

di fondi, gestioni e casse

Al Presidente della Commissione centrale

per l'accertamento e la riscossione

dei contributi agricoli unificati

Ai Presidenti dei Comitati regionali

Ai Presidenti dei Comitati provinciali

 

 

OGGETTO: Cumulo dei periodi assicurativi non coincidenti ai sensi dell’articolo

1, comma 239, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, come

modificato dalla legge 11 dicembre 2016, n. 232. Rinuncia alla

totalizzazione di cui al decreto legislativo n. 42 del 2006 ed alla

ricongiunzione ex lege n. 29 del 1979. Termini di pagamento delle

indennità di fine servizio.

Premessa

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 297 del 21 dicembre 2016, Supplemento Ordinario n. 57, è stata

pubblicata la legge 11 dicembre 2016, n. 232 recante “Bilancio di previsione dello Stato per

l’anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019”, entrata in vigore il 1°

gennaio 2017.

L’articolo 1, comma 195, della citata legge, ha modificato l’articolo 1, comma 239, della legge

24 dicembre 2012, n. 228, concernente la facoltà di cumulare i periodi assicurativi non

coincidenti ai fini del conseguimento di un’unica pensione.

In particolare il predetto comma 195 ha previsto che la facoltà di cumulare i periodi

assicurativi non coincidenti possa essere esercitata anche:

- dagli iscritti agli enti di previdenza di cui al decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509 e

al decreto legislativo 10 febbraio 1996, n. 103 (Casse professionali);

- per conseguire la pensione anticipata di cui all’articolo 24, comma 10, del decreto legge

  1. 201 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 214 del 2011;

- dai soggetti in possesso dei requisiti per il diritto autonomo al trattamento pensionistico

in una delle gestioni di cui al citato comma 239.

I commi 196, 197 e 198 del medesimo articolo 1 hanno rispettivamente disciplinato: per i

soggetti che si avvalgono del cumulo di cui al citato comma 239, i termini di pagamento delle

indennità di fine servizio, comunque denominate di cui all’articolo 3 del decreto legge n. 79 del

1997, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 140 del 1997; per i soggetti titolari di più

periodi assicurativi che consentono l’accesso al trattamento pensionistico ai sensi del predetto

comma 239, il recesso dalla ricongiunzione di cui agli articoli 1 e 2 della legge n. 29 del 1979 e

le modalità di restituzione di quanto già versato, nonché, la rinuncia alla domanda di pensione

in totalizzazione di cui al decreto legislativo n. 42 del 2006 finalizzata all’accesso al

trattamento pensionistico ai sensi del citato comma 239.

Con la presente circolare, acquisito il parere del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

n.1706 del 13 marzo 2017, si forniscono le prime istruzioni applicative delle disposizioni in

argomento limitatamente ai casi di cumulo dei periodi assicurativi non coincidenti da parte

degli iscritti a due o più forme di assicurazione obbligatoria per invalidità, vecchiaia e superstiti

dei lavoratori dipendenti, autonomi, alla gestione separata di cui all'articolo 2, comma 26, della

legge 8 agosto 1995, n. 335 ed alle forme sostitutive ed esclusive della medesima.

Con successiva circolare verranno diramate le istruzioni applicative delle disposizioni in

argomento con riferimento ai casi di cumulo dei periodi assicurativi non coincidenti anche

presso le Casse professionali.

Per quanto non espressamente previsto dalla presente circolare, si fa rinvio alle istruzioni

fornite con la circolare n. 120 del 2013 ove compatibili.

  1. Trattamenti pensionistici in cumulo

L’articolo 1, comma 195, lettera a), della legge n. 232 del 2016, al primo periodo dell’articolo

1, comma 239, della legge n. 228 del 2012, ha inserito le parole “nonché agli enti di

previdenza di cui al decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509 e al decreto legislativo 10

febbraio 1996, n. 103” ed ha soppresso le parole “qualora non siano in possesso dei requisiti

per il diritto al trattamento pensionistico”.

A seguito della predetta modifica, l’articolo 1, comma 239, della legge n. 228 del 2012 prevede

che, a decorrere dal 1° gennaio 2017, “…i soggetti iscritti a due o più forme di assicurazione

obbligatoria per invalidità, vecchiaia e superstiti dei lavoratori dipendenti, autonomi, e degli

iscritti alla gestione separata di cui all'articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335,

e alle forme sostitutive ed esclusive della medesima, nonché agli enti di previdenza di cui al

decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509 e al decreto legislativo 10 febbraio 1996, n. 103,

che non siano già titolari di trattamento pensionistico presso una delle predette gestioni,

hanno facoltà di cumulare i periodi assicurativi non coincidenti al fine del conseguimento di

un'unica pensione”.

L’articolo 1, comma 195, lettera b), della legge n. 232 del 2016 ha sostituito il secondo

periodo dell’articolo 1, comma 239, della legge n. 228 del 2012 con il seguente: “La predetta

facoltà può essere esercitata per la liquidazione del trattamento pensionistico a condizione che

il soggetto interessato abbia i requisiti anagrafici previsti dal comma 6 dell’articolo 24, del

decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre

2011, n. 214,, e il requisito contributivo di cui al comma 7 del medesimo articolo 24, ovvero,

indipendentemente dal possesso dei requisiti anagrafici, abbia maturato l’anzianità contributiva

prevista dal comma 10 del medesimo articolo 24 adeguata agli incrementi della speranza di

vita ai sensi dell’articolo 12 del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con

modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, nonché per la liquidazione dei trattamenti per

inabilità e ai superstiti di assicurato deceduto”.

1.1 Pensione di vecchiaia in cumulo

A decorrere dal 1° gennaio 2017, la facoltà di cumulo di cui al citato comma 239 può essere

esercitata per conseguire la pensione di vecchiaia anche dai soggetti in possesso dei requisiti

per il diritto autonomo al trattamento pensionistico in una delle gestioni di cui al predetto

comma 239.

In tali casi la pensione non può avere decorrenza anteriore al 1° febbraio 2017.

Resta fermo che la titolarità di un trattamento pensionistico diretto a carico di una delle

gestioni di cui al citato comma 239 - tra le quali le Casse professionali - preclude l’esercizio

della facoltà di cumulo.

1.2 Pensione anticipata in cumulo

A decorrere dal 1° gennaio 2017, la facoltà di cumulo di cui al citato comma 239 può essere

esercitata per conseguire la pensione anticipata con il requisito contributivo di cui all’articolo

24, comma 10, del decreto legge n. 201 del 2011, convertito dalla legge n. 214 del 2011,

adeguato agli incrementi della speranza di vita, ai sensi dell’articolo 12 del decreto legge n. 78

del 2010, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 122 del 2010, che di seguito si riporta.

Anno Uomini Donne

Dal 2017 al 2018 42 anni e 10 mesi

(pari a 2.227 settimane)

41 anni e 10 mesi

(pari a 2.175 settimane)

Dal 2019 al 2020 42 anni e 10 mesi*

(pari a 2.227 settimane)

41 anni e 10 mesi*

(pari a 2.175 settimane)

*Requisito da adeguare alla speranza di vita ai sensi dell’articolo 12 del decreto legge n. 78

del 2010, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 122 del 2010.

Nel determinare l’anzianità contributiva posseduta dall’assicurato, ciascuna gestione tiene

conto delle regole del proprio ordinamento vigenti alla data di presentazione della domanda.

Ai fini del conseguimento del trattamento pensionistico in parola è richiesta la cessazione del

rapporto di lavoro dipendente.

Il predetto trattamento pensionistico decorre dal primo giorno del mese successivo a quello di

presentazione della domanda di pensione in cumulo e comunque non prima del 1° febbraio

2017.

1.3 Pensione indiretta ai superstiti in cumulo

A decorrere dal 1° gennaio 2017, la facoltà di cumulo di cui al citato comma 239 può essere

esercitata dai superstiti per conseguire la pensione indiretta, anche nel caso in cui, al momento

della morte, il dante causa risulti in possesso dei requisiti per il diritto autonomo al

trattamento pensionistico in una delle gestioni di cui al predetto comma 239.

In tali casi, la facoltà di cumulo in parola può essere esercitata dai superstiti per i decessi

avvenuti dal 1° gennaio 2017 e la pensione decorre dal primo giorno del mese successivo a

quello del decesso del dante causa.

Resta fermo che la titolarità in capo al dante causa di un trattamento pensionistico diretto a

carico di una delle gestioni di cui al citato comma 239 - tra le quali le Casse professionali -

preclude l’esercizio della facoltà di cumulo da parte dei superstiti

1.4 Trattamenti di inabilità in cumulo

A decorrere dal 1° gennaio 2017, la facoltà di cumulo di cui al citato comma 239 può essere

esercitata per conseguire i trattamenti di inabilità anche dai soggetti in possesso dei requisiti

per il diritto autonomo al trattamento pensionistico in una delle gestioni di cui al predetto

comma 239.

In tali casi, la decorrenza dei trattamenti di inabilità è attribuita secondo i criteri vigenti nella

gestione nella quale il lavoratore è iscritto al momento del verificarsi dello stato inabilitante.

Si precisa che in presenza di contribuzione esclusivamente nel Fondo pensioni dei lavoratori

dipendenti (FPLD) e nelle Gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi, l’interessato può

conseguire la pensione di inabilità ai sensi del predetto comma 239, tenuto conto che il

possesso dei requisiti per il diritto autonomo al trattamento pensionistico in una delle gestioni

di cui al predetto comma 239, in applicazione della legge n. 613 del 1966, non preclude

l’esercizio della facoltà di cumulo in parola.

Resta fermo che in caso di mancato esercizio della facoltà di cumulo di cui al predetto comma

239, trova applicazione il comma 240 dell’articolo 1 della legge n. 228 del 2012 secondo le

indicazioni fornite al punto 2 del messaggio n. 7145 del 2015.

Resta ferma la possibilità per gli interessati di chiedere, ove ne ricorrano le condizioni, la

pensione di inabilità in totalizzazione, con il computo previsto per gli iscritti alla gestione

separata o con il cumulo di cui al decreto legislativo n. 184 del 1997, con applicazione della

relativa disciplina.

  1. Valutazione della contribuzione estera. Titolarità di pensione estera.

In merito alla valutazione della contribuzione estera ai fini del diritto alle prestazioni di

vecchiaia, anticipata, inabilità e superstiti in regime di cumulo, nonché alla titolarità da parte

del richiedente il cumulo di una pensione estera, trovano applicazione, ove compatibili, le

istruzioni dettate con messaggio n. 1094/2016.

In particolare, ai fini del conseguimento delle citate prestazioni pensionistiche in regime di

cumulo, può essere considerata utile anche la contribuzione estera maturata in Paesi a cui si

applicano i Regolamenti comunitari di sicurezza sociale ovvero in Paesi extracomunitari legati

all’Italia da Convenzioni bilaterali di sicurezza sociale che prevedono la totalizzazione

internazionale. In tali casi, ovviamente, il cumulo sarà possibile solo se risulti perfezionato in

Italia il minimale di contribuzione richiesto per l’accesso alla totalizzazione, previsto dalla

normativa comunitaria (52 settimane) o dalla singole Convenzioni bilaterali.

Gli effetti della contribuzione estera devono essere valutati una sola volta, con riferimento alle

singole gestioni italiane. Nel caso in cui il diritto a pensione, avvalendosi della totalizzazione

della contribuzione estera , venga perfezionato in più gestioni, dovrà essere attribuito

all’interessato il trattamento più favorevole.

La contribuzione estera deve essere considerata, ai fini del diritto alle sopracitate prestazioni in

cumulo, anche nelle ipotesi in cui abbia già dato luogo alla liquidazione di una pensione estera.

Si evidenzia, infine, che la titolarità di un trattamento pensionistico estero non preclude la

possibilità di avvalersi del cumulo, come da citato messaggio n. 1094/2016.

  1. Gestione delle domande di pensione in cumulo

Le domande di pensione in cumulo presentate entro il 31 dicembre 2016 e non ancora definite

dai soggetti:

- in possesso dei requisiti prescritti dalle disposizioni vigenti al 31 dicembre 2016, devono

essere esaminate alla luce delle predette disposizioni;

- non in possesso dei requisiti prescritti dalle disposizioni vigenti al 31 dicembre 2016,

devono essere esaminate alla luce delle disposizioni vigenti al 1° gennaio 2017 e dei

chiarimenti forniti con la presente circolare.

Le domande di pensione in cumulo presentate dal 1° gennaio 2017 devono essere esaminate

alla luce delle disposizioni vigenti al 1° gennaio 2017 e dei chiarimenti forniti con la presente

circolare.

In tutti i predetti casi le domande presentate da soggetti che risultino in possesso di periodi

assicurativi presso le Casse professionali, non dovranno essere respinte ma tenute in apposita

evidenza in attesa delle relative istruzioni.

  1. Rinuncia alla domanda di pensione in totalizzazione

L’articolo 1, comma 198, della legge n. 232 del 2016ha previsto che i soggetti titolari di più

periodi assicurativi che consentono l'accesso al trattamento pensionistico previsto all’articolo 1,

comma 239, della legge n. 228 del 2012 a seguito delle modifiche introdotte dal comma 195

del citato articolo 1, che hanno presentato domanda di pensione in totalizzazione ai sensi del

decreto legislativo n. 42 del 2006, anteriormente al 1° gennaio 2017 ed il cui procedimento

amministrativo non si sia ancora concluso, possono, previa rinuncia alla domanda di pensione

in totalizzazione, accedere al trattamento pensionistico in cumulo.

La rinuncia alla domanda in totalizzazione può essere effettuata anche dai superstiti di

assicurato.

  1. Recesso dalla ricongiunzione di cui agli articoli 1 e 2 della legge n. 29 del 1979

L’art. 1, comma 197, della legge n. 232 del 2016 dispone che: “Per i casi di esercizio della

facoltà di ricongiunzione di cui agli articoli 1 e 2 della legge 7 febbraio 1979, n. 29, da parte

dei soggetti, titolari di più periodi assicurativi che consentono l'accesso al trattamento

pensionistico a seguito di quanto previsto all'articolo 1, comma 239, della legge 24 dicembre

2012, n. 228, per effetto delle modifiche introdotte dal comma 195 del presente articolo, sono

consentiti, su richiesta degli interessati, il recesso e la restituzione di quanto già versato, solo

nei casi in cui non si sia perfezionato il pagamento integrale dell'importo dovuto. La

restituzione di quanto versato è effettuata a decorrere dal dodicesimo mese dalla data della

richiesta di rimborso in quattro rate annuali, non maggiorate di interessi. Il recesso di cui al

presente comma non può, comunque, essere esercitato oltre il termine di un anno dalla data di

entrata in vigore della presente legge e nei casi in cui abbia già dato titolo alla liquidazione del

trattamento pensionistico”.

La disposizione in esame introduce una particolare norma transitoria con riferimento ai soli

soggetti titolari di più periodi assicurativi che hanno perfezionato i requisiti prescritti

dall’articolo 1, comma 239, della legge n. 228 del 2012 entro il 1° gennaio 2017 e che hanno

accettato un provvedimento di ricongiunzione ex lege n. 29 del 1979. Per i predetti soggetti, in

caso di rinuncia alla domanda di ricongiunzione effettuata entro il 1° gennaio 2018 la

restituzione delle quote di onere di ricongiunzione versate avviene a decorrere dal dodicesimo

mese dalla data di richiesta di rimborso, in quattro rate annuali, non maggiorate di interessi.

Tale modalità di rimborso si applica nei casi di recesso dalla ricongiunzione richiesta ai sensi

degli articoli 1 o 2 della legge n. 29 del 1979 sia dagli iscritti alle gestioni private che dagli

iscritti alle gestioni pubbliche dell’Inps.

Per “titolari di più periodi assicurativi che consentono l’accesso al trattamento pensionistico in

cumulo” si intendono coloro che hanno perfezionato entro il 1° gennaio 2017 i requisiti

anagrafici e contributivi richiesti dall’articolo 1, comma 239 della legge n. 228 del 2012, come

modificato dalla legge n. 232 del 2016.

Il recesso in argomento può essere manifestato sia in forma esplicita, presentando apposita

istanza in tal senso, sia attraverso il semplice comportamento omissivo nel pagamento delle

rate di onere (interruzione dei pagamenti). La quota di onere versato ex lege n. 29 del 1979 è

rimborsato a domanda degli assicurati.

Atteso il citato carattere transitorio, la suddetta normativa non si applica:

- ai recessi dalla ricongiunzione avvenuti successivamente al 1° gennaio 2018;

- ai soggetti che non hanno perfezionato i requisiti per l’accesso al trattamento

pensionistico in cumulo entro il 1° gennaio 2017;

- e comunque nei casi di recesso dalla ricongiunzione intervenuto entro il 31 dicembre

2016.

Nelle ipotesi di cui ai punti precedenti continuerà ad applicarsi la disciplina ordinaria fin qui

applicata.

Resta confermato che coloro che hanno pagato integralmente l’onere di ricongiunzione non

possono comunque recedere dalla ricongiunzione allo scopo di ottenere la restituzione di

quanto versato. Del pari, non è oggetto di recesso la ricongiunzione che abbia dato luogo alla

liquidazione di una pensione, sebbene su di essa vengano compiute trattenute a titolo di rate

d’onere di ricongiunzione.

L’esercizio della facoltà di ricongiunzione, di recesso e di restituzione non preclude di per sé il

cumulo dei periodi assicurativi non coincidenti di cui al citato articolo 1, comma 239, della

legge n. 228 del 2012, al ricorrere dei prescritti requisiti.

Il comma 197, dell’articolo 1 della legge n. 232 del 2016 in esame si riferisce espressamente

alle sole ipotesi di ricongiunzione ex lege n. 29 del 1979; sono quindi escluse dal suo campo di

applicazione le ricongiunzioni esercitate ai sensi della legge n. 45 del 1990.

  1. Termini di pagamento delle indennità di fine servizio

Come accennato in premessa, il comma 196 dell’articolo 1 della legge n. 232 del 2016,

prevede una particolare decorrenza dei termini di pagamento delle indennità di fine servizio

comunque denominate spettanti al personale dipendente dalle amministrazioni di cui agli

articoli 1, comma 2, e 70, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nonché a

quello dipendente dagli enti pubblici di ricerca, che si avvale della facoltà di cumulo dei periodi

assicurativi utili ai fini pensionistici.

Per il personale che cessa dal servizio usufruendo di tale facoltà, il termine di pagamento

applicabile al relativo trattamento di fine servizio o di fine rapporto sarà quello ordinario

previsto dall’articolo 3, comma 2, del decreto legge 28 marzo 1997, n. 79, convertito, con

modificazioni, dalla legge n.140 del 1997, ovvero la prestazione sarà pagabile non prima di

dodici mesi decorrenti dal compimento, da parte dell’interessato, dell’età anagrafica prevista

dall’articolo 24, comma 6, del decreto legge n. 201 del 2011, convertito dalla legge n. 214 del

2011 e non dalla cessazione del rapporto di lavoro da parte dello stesso.

In tale fattispecie, pertanto, l’indennità di fine servizio comunque denominata verrà corrisposta

agli aventi diritto dopo dodici mesi, ed entro i successivi novanta giorni, decorrenti dal

raggiungimento del requisito anagrafico previsto per la pensione di vecchiaia dal vigente

ordinamento.

Il Direttore Generale

Gabriella Di Michele

https://form.jotformeu.com/sindacatoavvocatibari/notizie-dal-sindacato-avvocati-bari

L’ISTANZA DI RATEIZZAZIONE DELLA CARTELLA ESATTORIALE NON E’ RICONOSCIMENTO DEL DEBITOCorte di Cassazione sent. num. 3347/2017

La rateizzazione chiesta dal contribuente sugli importi portati in una cartella di pagamento non costituisce acquiescenza al contenuto della stessa,  restando inalterata la possibilità del contribuente di contestare in giudizio la pretesa.

E’ questo, in sostanza, il principio enunciato dalla Corte di Cassazione con la sentenza numero 3347 dell’08.02.17. 

(leggi tutto)

IN ARRIVO I NUOVI PARAMETRI FORENSI

Il Consiglio nazionale forense ha dato inizio alla procedura per la “revisione” del D.M. n. 55 del 2014, sulla base dell’impatto concreto sulla vita professionale delle norme in questione, anche intervenendo sui punti della disciplina parametrica che assicurano un compenso non proporzionato rispetto all’attività difensiva concretamente ed effettivamente svolta.

La proposta di modifica dei parametri del Consiglio nazionale forense, interessa l’attività giudiziale in materia civile, ma anche in materia penale.

AL VIA IL PROGRAMMA FORMATIVO AI FINI DELL'AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE ORGANIZZATO DAL SINDACATO

PROGRAMMA DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE SINDACATO AVVOCATI BARI FONDAZIONE GIURIDICA IRNERIO

 

 

GIUGNO 2017

(dalle ore 12.00 alle ore 13.00)

 

 

Giovedì 1                                        Organismi Istituzionali Forensi – Relazioni poteri e funzioni (Ordinamento                     Professionale)

                                                       Avv. Lucilla Pavone

 

 

Martedì 6                                        Gli effetti della Mediazione nelle impugnazioni delle delibere condominiali

                                                       Avv. Luigi marino

 

 

Giovedì 8                                       Legge Professionale – riserva di esclusiva e concorrenza

                                                      Avv. Pasquale Barile

 

Martedì 13                                     Il rapporto di comodato in ambito familiare

                                                      Avv. Nicola Bonasia

 

 

Giovedì 15                                     L’effettività della tutela giurisdizionale in materia di appalti

                                                      Avv. Emilio Toma

 

Martedì 20                                     La tutela del promittente acquirente (il frazionamento catastale e

             il deposito fiduciario)

                                                      Avv. Leonardo Ciciolla

 

 

Martedì 27                                   La legge professionale forense a quattro anni dall’entrata in vigore

                                                    Avv. Pierluigi Vulcano

 

 

PROGRAMMA DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE                   SINDACATO AVVOCATI BARI

APRILE

(dalle ore 12.00 alle ore 13.00)

 

Martedì 4                                La disciplina per il conseguimento del titolo di avvocato cassazionista

                                                Avv. Loredana Papa

 

Martedì 11                              Gli effetti della mediazione nelle impugnazioni delle delibere

                                               condominiali 

                                               Avv. Luigi Marino

 

Martedì 18                              Il conseguimento del titolo di avvocato specialista

                                               Avv. Luigi Pansini

 

Giovedì 27                             Il DLL Berruti e l’evoluzione del processo civile

                                                Avv. Luigi Pansini 

 

 

MAGGIO

(dalle ore 12.00 alle ore 13.00)

 

 

Martedì 2                               Il decreto legge n. 13/2017 sull’immigrazione

                                               Avv. Simona De Napoli

 

Giovedì 4                               Le unioni civili e le convivenze di fatto

                                               Avv. Giuseppe Alessandro Bentivoglio

 

Martedì 16                             La natura parziaria delle obbligazioni condominiali

                                          Avv. Luigi Marino

 

Giovedì 18                             La pensione di vecchiaia anticipata e la pensione di anzianità

                                              Avv. Francesco Maione 

Sindacato Avvocati Bari.

17 marzo 2017 

La dott.ssa Valentina D'Aprile, giudice del Tribunale di Bari, e la collega Rosaria Villano hanno discusso ieri sulla responsabilità professionale dell'avvocato. Le ultime novità in giurisprudenza e i vari aspetti della responsabilità del professionista.

Piazza Enrico De Nicola 1, 70123 Bari

Telefono / fax 080.5798198

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