23 MARZO 2017: Il Sindacato avvocati Bari incontra il Commissario, avv. Antonio Giorgino

 

IN ARRIVO I NUOVI PARAMETRI FORENSI

 

Il Consiglio nazionale forense ha dato inizio alla procedura per la “revisione” del D.M. n. 55 del 2014, sulla base dell’impatto concreto sulla vita professionale delle norme in questione, anche intervenendo sui punti della disciplina parametrica che assicurano un compenso non proporzionato rispetto all’attività difensiva concretamente ed effettivamente svolta.

La proposta di modifica dei parametri del Consiglio nazionale forense, interessa l’attività giudiziale in materia civile, ma anche in materia penale.



 

IL SINDACATO CASA DI TUTTI 

 

Da qualche giorno ho l’onore di dirigere il Sindacato Avvocati di Bari, essendo subentrato al collega Nicola Bonasia, al quale vanno i miei ringraziamenti per l’egregio lavoro svolto nell’anno e mezzo di suo mandato. All’amico Nicola Bonasia va, altresì, rivolto un sentito ringraziamento anche per aver accettato, un anno e mezzo fa, la pesantissima eredità lasciata dall’allora Segretario Gigi Pansini, eletto a sua volta Segretario Generale dell’Associazione Nazionale Forense, a cui il Sindacato di Bari è aderente. Molti sono i pensieri che affollano la mia mente dal giorno in cui mi sono insediato e tanti, tantissimi sono i buoni propositi che animano questo mio inizio di mandato ma, a caldo, mi viene una frase ed un intento che voglio condividere con tutti voi, ovvero un Sindacato “casa di tutti”. In questi anni il Sindacato di Bari si è battuto come non mai contro la Legge Professionale, le sue brutture, le sue storture ed altrettanto importanti sono stai i risultati raggiunti in campo giudiziario, lottando per la democrazia negli Ordini, per la possibilità per i più giovani di diventare cassazionisti, per la libera formazione, per la specializzazione seria e senza scopo di lucro in danno degli avvocati più deboli, per la illegittimità del Consiglio Nazionale Forense e contro le sue iniziative relative al “Dubbio” ed ai “gettoni” di presenza. Ma oltre tutto questo, il Sindacato vuole essere ancora più vicino all’avvocatura barese e della provincia, diventando il costante punto di riferimento per i problemi che quotidianamente si presentano e che molto spesso rendono la nostra professione un calvario ed una corsa ad ostacoli. Un Sindacato casa di tutti che cercherà, appunto, di essere ancora più attento ai problemi del locale ed alle sfide che ci aspettano nell’immediato futuro, battendosi, con ancora più forza, nel campo dell’edilizia giudiziaria, per la realizzazione in tempi certi e rapidi, del polo unico della giustizia, senza farsi travolgere dalle questioni, meglio beghe politiche, che non interessano a chi ogni giorno opera nella giustizia in luoghi fatiscenti ed in alcuni casi vergognosi ed indegni. Un Sindacato casa di tutti che, pertanto, sarà attento alle esigenze di tutti i colleghi che operano quotidianamente nella Giustizia, che cercherà di farli sentire meno soli allorquando si presenteranno i problemi soliti, ricorrenti, comuni che soprattutto in questi ultimi anni hanno vessato gli avvocati anche e soprattutto a causa di un legislatore miope e sordo ai problemi dell’avvocatura ed di un CNF lontano ed insensibile verso le esigenze di una categoria che mai come in questi anni, difronte ad una spaventosa crisi economica, avrebbe dovuto maggiormente tutelare senza arroccarsi a difesa di interessi di pochi e forse dei più potenti. 

                             Vincenzo Bonifacio

 

 


E' tempo dunque che gli avvocati si riconoscano nel sindacato

E' tempo, dunque, che gli avvocati si riconoscano esclusvamente nel loro sindacato e che il sindacato rivendichi la sua perminenza e la sua funzione, senza negare ad altri il diritto di procedere di conserva ma negando a tutti il diritto di scavalcarlo e pretermetterglisi nell'esplicazione di quei compiti che ontologicamente gli appartengono. E' ciò, come ognuno avverte, non certo per autoritarismo o per esclusivismo o per fini reconditi e personali, bensì più semplicemente perchè un sindacato non ha ragion d'essere che in primaq linea nella difesa degli interessi della categoria rappresentata.